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Valori

Design+Sensibile insiste sulla necessità di considerare l’estetica una diretta conseguenza dell’etica, perché a parlare non è soltanto l’oggetto, il prodotto, ma tutta la storia che lo accompagna e il suo valore sociale e ambientale è l’esito di un ciclo sostenibile che nasce dal lavoro e genera dignità.

mission

La mission di Design+Sensibile è umanizzare il design per creare contesti sereni e vivibili da tutti e si propone di promuovere ed attuare iniziative finalizzate alla diffusione e alla valorizzazione di una progettazione più sensibile che sappia rispettare l'ambiente, la dignità dei lavoratori e sostenere le persone fragili. .

comunità

Design+Sensibile è una comunità fondata sulla valorizzazione dei luoghi e delle risorse umane che interagisce con la collettività proponendo progetti sociali improntati al dialogo multiculturale, per offrire momenti di aggregazione che valorizzino i singoli e la collettività.

obiettivi

Design+Sensibile persegue esclusivamente scopi di pubblico interesse e si impegna a sviluppare iniziative in cooperazione con cittadini, associazioni, istituzioni e realtà imprenditoriali, poiché le relazioni costituiscono il primo passo verso un nuovo scenario del fare.

attività

Design+Sensibile interagisce con Associazioni, Enti ed Istituzioni pubbliche e private nell'organizzazione e nella promozione di mostre, convegni, conferenze, laboratori coerenti con la mission per proporre un "Fuorisalone diverso", che si rinnova ogni anno. Periodicamente, Design+Sensibile organizza anche altre iniziative in occasione della settimana della fotografia, della musica, del teatro, della moda, Miart. Le attività di Design+Sensibile vengono finanziate mediante raccolta fondi, contributi pubblici e con campagne di sensibilizzazione diffuse attraverso il sito ufficiale che pubblica periodicamente una newsletter con notizie ed approfondimenti.

GRUPPO DI LAVORO

Design+Sensibile si esprime in una rete sociale che unisce Imprese, Istituzioni, progettisti, artisti, persone con disagi fisici e psichici. Il gruppo di lavoro Design+Sensibile in collaborazione con IACC Italia, Pacta Salone, Ri-Costruzione, TamTam, Artè, Sacra Famiglia, Zeus, Lapsus, avvalendosi anche di collaboratori esterni, organizza le attività culturali e le strategie di promozione. I curatori degli eventi, gli autori e i progettisti potranno proporre al gruppo di lavoro mostre e altre manifestazioni all'interno di spazi espositivi propri. L’utilizzo del nome e del marchio Design+Sensibile sono vincolati all'approvazione da parte del gruppo di lavoro.

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Massimo Caiazzo

Nato a Napoli nel 1966, è un esperto di progettazione cromatica, un ricercatore che affianca all'esperienza accademica la progettazione "sensibile" della luce e del colore nei settori dell'architettura, del design, della moda e della comunicazione.

Presidente di IACC Italia, Vice Presidente di IACC (Associazione Internazionale Consulenti del Colore) nel 1957 a Hilversum e citata dalla Fondazione Munsell tra le quattro migliori scuole di colore del mondo. Designer, Color Consultant, docente di Color Design presso SPD (Scuola Politecnica di Design, Milano).

Dal 1990 al 2006 collabora con l'Atelier Mendini di Milano. Dal 2003 al 2014 è docente di Cromatologia con contratto a tempo indeterminato presso l'Accademia di Verona. Docente a contratto presso la Nuova Accademia di Belle Arti (NABA), la Domus Academy e il Dipartimento di nuove tecnologie dell'Accademia di Brera a Milano. 

La sua attività di Color Design / Color Consultant ha trovato spazio nei seguenti settori: nautico - Cantieri di Baia (2002) automobilistico - Fiat 500 (2003); Lancia Y (2005) trasporto pubblico - autobus a gas naturale, Verona (2004) riqualificazione urbana - carcere di Bollate (2008) e liceo Boccioni, Milano (2017); Chiesa di Santa Maria Maggiore a Mirabella Eclano (2010) arredo urbano - città di Napoli (2001) design di spazi pubblici- banca Albertini-Syz, (2007) e Residence Zambala (2013), Milano; Pasticceria Scaturchio Napoli (2009); Qubica Bowling USA architettura d'interni - casa studio di Gianna Nannini (2002) e Casa Ceccarelli (2008), Milano; Villa Mura, Capri (2008); Villa delle Rane e delle Rose (2010), Montemarcello design del prodotto - Philips (1994); Alessi (1994/2004); Swatch (1992/2004); Bisazza moda - Etro (1996/2002); Guardiani (2008); JDX Korea (2013/2018) mostre- "Essere-Benessere" Triennale di Milano (2000); "Normali Meraviglie" (2004), Genova; "L'arte del design italiano" Atene, Montreal (2005); "Nuovo Paesaggio Cromatico", X Biennale di Architettura di Venezia (2006); "Oh Coleurs!", Musèe des Arts Dècoratifs di Bordeaux (2017); "Design + Sensibile", (1999 ); Synestesia (1995); Archetipo Mediterraneo (1999); Biancaneve con Alessandro Mendini, Future Film Festival, Bologna (2001). Museo delle arti e dei musei di Kiev, Museo delle arti decorative del Louvre di Parigi e del Museo 4 ° blocco di arte ecologica di Kiev. Numerose le sue partecipazioni a convegni in ambito internazionale: Hongik University, Seoul (2014); Istituto di Cultura Italiana a Washington (2015); Université Paris Ouest Nanterre La Défense, Parigi (2016). Istituto di Cultura Italiana a Seoul (2016), IAC, Conferenza Internazionale del colore (2017), Jeju; Università di Hanyang, Seoul (2018).

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Johnny Dell'Orto

Nato e vissuto fino a 20 anni in Cile, ha studiato architettura all’Università di Valparaiso prima di trasferirsi in Italia negli anni ’70.

Creativo polivalente, a metà degli anni '80 apre a Milano, insieme all'Arch.Paolo Costa, lo studio di design “La Fabbrica di Dedalo” attualmente con il nome “JDdesign” con cui progettano e producono oggetti di alta decorazione e design che si ispirano al mondo dell’architettura, realizzando mostre in tutto il mondo.

Ha insegnato all'Accademia di Brera e attualmente conduce workshop alla nuova scuola di design Tam Tam. Ha condotto vari staige creativi da Palermo e Milano.

Art director di alcune aziende e direttore artistico di grandi eventi culturali.

Titolare dell'Associazione Culturale Artè, scuola di Yoga e Centro culturale dove ha organizzato decine di mostre d'arte, design, fotografie e performance di teatro e danza orientale.

Dal 2009 è direttore dello “Yoga Meeting” di Merano, uno degli eventi di Yoga e Olistica più prestigiosi d'Europa.

Regista e sceneggiatore, ha prodotto e scritto insieme al regista Sandro Baldoni, alcuni film tra cui “Strane Storie”, “Consigli per gli acquisti”. Come regista ha realizzato il film “L'amore che cos'è” (2007) e i documentario “Agamà” (2010), “Asilo Mariuccia” (2012) e altri vari documentari istituzionali.

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Lilli Bacci

Dopo aver lavorato in passato con il Comune di Firenze come socio-educatrice, si è laureata in Antropologia Sociale con una ricerca sugli spazi abitati, che sono da sempre centro del suo lavoro e del suo interesse. Libera professionista, lavora da anni come art director e stylist per servizi fotografici, stand, negozi e allestisce mostre ed eventi, portando attenzione e uno sguardo antropologico sull'interno del mondo della "casa". Collabora come giornalista freelance con alcune riviste di arredamento, design e lifestyle. Ama scrivere di case e di come le case sono abitate. Lo fa per riviste, italiane e internazionali per le quali cura anche lo styling delle immagini. 

Ha creato i “Libri Affettivi delle Case”: libri fotografici di case abitate da lei realizzati col suo iPhone sul concetto opposto delle case fotografate dalle riviste: angoli colti nel loro vissuto, senza “aggiustamenti” seguendo cuore ed emozione.

È tra gli autori del sito Smallfamily e del sito Abitare Magazine con i quali collabora saltuariamente scrivendo di abitare e design.

Sensibile ai temi ambientali, è socia BestUp - Bello Equo e Sostenibile, associazione no profit per la divulgazione di principi e pratiche della eco-efficienza, dell'ecodesign e della sostenibilità con iniziative editoriali, progetti formativi, fiere e mostre in particolare da lei curate. Con giovani collaboratori ha creato StudioApp e Vivamundi, che propongono allestimenti di grande impatto visivo con particolare attenzione a materiali, finiture, colori, dettagli tecnici ed estetici, layout e illuminazione a basso impatto ambientale. 

Data la sua attenzione al sociale ha cercato di indirizzare le sue competenze verso i luoghi di cura e dato vita al progetto BeHome sulla umanizzazione delle stanze in ospedale. 

Conduce per Federmobili docenze in seminari di Visual Merchandising con particolare attenzione alla cura e all'accoglienza nel Punto Vendita attraverso l'allestimento e ai concetti di Casa e di Abitarein un approccio multidisciplinare, utile a chi lavora nel settore dell'arredamento.

È consulente in scrittura autobiografica e fa parte del Circolo dei Lettori della Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari. 

Nel 2018 ha creato l’Associazione Culturale Aprire Le Stanze con l’intento di promuovere progetti culturali nelle realtà periferiche nell’ambito della lettura, della scrittura, del cinema, di arte e fotografia. 

http://www.lillibacci.com

http://www.sentirsiacasa.com

http://www.aprirelestanze.org

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Alessandro Guerriero

Per Alessandro Guerriero, fondatore di Alchimia, artista e “designer non-designer” senza tempo è ancora valido oggi il concetto espresso nel manifesto di Alchimia che «il progetto è delicato, non si impone ma affianca e accompagna dolcemente l’andamento della vita e della morte delle persone a cui quel progetto piace». Per lui quel tempo è fatto di valori irrinunciabili a cui attingere ispirazione per il futuro.

Per lui, il prezzo è stato fare della sua professione ufficiale «un bellissimo fallimento». «Pur essendo in un mondo dove girava il denaro, e tanto, non ho guadagnato niente perché non riuscivo a progettare e creare seguendo dettami funzionali, di marketing. Questo fa di me un non-designer, forse un artista, di certo un insegnante (Guerriero è stato tra i membri fondatori di Domus Academy e Presidente della Naba dal 2004 al 2010, e ancora tiene seminari nelle università di tutto il mondo). Le etichette non mi interessano. Resta il fatto che ho capito che quel mondo e il mio pensiero “da Alchimia”, insieme, non funzionavamo». È in nome di quel pensiero («la motivazione del lavoro non sta nella sua efficienza pratica, la bellezza dell’oggetto consiste nell’amore e nella magia con cui esso viene proposto, nell’anima che esso contiene») che Guerriero ha quindi dedicato la sua vita a lavori che si definirebbero “social” ma che per lui sono l’essenza stessa del suo progetto. Con il carcere di San Vittore a Milano, con la Sacra Famiglia (una fondazione che fornisce cura e assistenza a disabili psichici e fisici), con Itaca (una onlus quella che si occupa di persone affette da disturbi mentali) e con l’associazione Pane Quotidiano che distribuisce generi alimentari e beni di conforto ai bisognosi. E fondando nel 2013 Tam-Tam, una scuola di arti visive di workshop gratuiti in cui maestri e allievi lavorano insieme.

«In questi mondi porto la coscienza che il difetto può diventare un pregio, il limite può essere un metodo di lavoro, e le esperienze di fragilità umana possono diventare arte quando le persone sono libere di essere», spiega Guerriero. Alla Sacra Famiglia hanno sempre usato l’arte terapia. Ma non a trasformare lo svantaggio fisico o psicologico in un’occasione creativa. «Ci sono decori che solo una persona col Parkison riuscirebbe a riprodurre. Altri, su fogli enormi, in cui aiuta spostarsi su una sedia a rotelle. E poi sfrutto le mie connessioni nel mondo del design per dare dignità al lavoro di queste persone, per raccontare le loro storie al mondo. Perché non mi importa che vendano i loro vasi, i loro quadri, le loro sculture. Ma che li facciano vedere sì, perché quello che provano nel momento della mostra è impagabile: è dignità allo stato puro».

 A 75 anni, avere ancora voglia di farlo è raro. «Io con loro non mollo più, perché il mondo in cui gira il denaro è un mondo fantastico, sconosciuto ai più. Le regole dei soldi sono diverse da quelle dei rapporti umani. Quando dico, fai questo oggetto e non ti pago, perché lo fai? Perché hai voglia di farlo. Ed è ovvio che darai il meglio di te stesso, soprattutto quando lo fai insieme ad altri».

Cos’è tutto questo? È arte, design, impegno sociale? La risposta è nel Manifesto di Alchimia. «Le discipline non interessano quando sono considerate all’interno delle loro regole. Anzi, è importante indagare nei grandi spazi liberi esistenti tra di esse». La risposta è in quel pensiero grazie al quale, a 75 anni, Alessandro Guerriero riesce ancora a guardare il mondo con l’entusiasmo di un ragazzino.

Grazie a Laura Traldi http://www.designatlarge.it/alessandro-guerriero-alchimia-intervista/

Alchimia http://www.alchimiamilano.it/
Domus Academy https://www.domusacademy.com/
Naba https://www.naba.it/
Sacra Famiglia http://www.sacrafamiglia.org/
Itaca https://progettoitaca.org/
Pane Quotidiano http://panequotidiano.eu/

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Alessandra Zucchi

Direttore artistico per molti anni nella moda, inventando piccole collezioni distribuite all'estero.

Ha lanciato a Milano Immaginaria, un art-shop che si occupa di stampe, grafica d'autore, produzione di oggettistica e piccoli complementi d'arredo.

Da molti anni condivide vita e progetti con Alessandro Guerriero, interesse insieme alla "Fragilità delle Persone" nelle sue diverse declinazioni.

 

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Fulvio Michelazzi

Costruttore di immagini nato a Milano, ma questo è relativo, diplomato in chimica nucleare. Ho provato come molti della mia generazione, dal basso, imparando facendo, copiando, sperimentando.
La fotografia, la danza, il teatro, la musica dal vivo, il cinema, le esposizioni, gli eventi, l'architettura ho esplorato come chi viola territori incontaminati cavalcando la fantasia che era sottomessa dalla tecnologia. Poi, la rivoluzione copernicana, l'avvento dell'era digitale, le possibilità diventano infinite, la ricerca di soluzioni creative non conosce confini, l'approccio alla creazione di luci cambia, nascono le luci "intelligenti", le macchine con cui dialogare, e fedeli esecutrici nel riproporre maniacalmente quello per cui sono stati programmati.
Ma alla base resta sempre l'osservazione della LUCE, quella Vera, quella del SOLE che varia in continuazione, cambia colore, cambia posizione, fa vivere il mondo. Ed io non posso far altro che osservare e provare con umiltà a riportare le conseguenze all'interno di una scatola scura, asettica, cercando di far comunicare l'osservatore e l'osservato. L'esperienza di lavoro trova anche l'attività didattica con i suoi insegnamenti nel mondo della luce, ma anche come elemento culturale e ludico.

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